Sentiero "Beato Piergiorgio Frassati" Abruzzo - 10° anniversario

Comitato Scientifico Culturale in collaborazione con Azione Cattolica Italiana

Domenica 6 Luglio 2014
Sentiero "Beato Pier Giorgio Frassati" Abruzzo - 10° anniversario

Programma

Ritrovo ore 8:30 al Rifugio CAI Penne "Le Pagliare" presso l'altopiano del Voltigno

Ore 13:00 rientro e pranzo presso il rifugio

Nel pomeriggio attività con i ragazzi, con educatori e animatori dell'Azione Cattolica

Ore 16:30 Santa Messa

Info e adesioni

Antonio Catani ONCN
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393 958 3184

IL SENTIERO FRASSATI ABRUZZO
Il sentiero si snoda interamente all'interno del Parco Nazionale Gran Sasso - Monti della Laga, lungo un percorso fruibile da tutti, di grande interesse naturalistico, vivo di contrasti e ricco di ambienti diversi.
Per raggiungerlo bisogna recarsi a Farindola, paese in provincia di Pescara, posto ai piedi del versante medio-orientale del Gran Sasso. Da questa località si prosegue in auto verso la Valle d'Angri (m. 695) per arrivare fino alla fine della strada rotabile. Qui è situato il rifugio del Club Alpino Italiano delle sezioni di Penne e Farindola da dove nasce il Sentiero Pier Giorgio Frassati.
Partendo dal rifugio, dunque, ci s'incammina per un facile sentiero ben segnato, con il fiume sulla sinistra - si tratta del Tavo la cui sorgente è localizzata poco più a monte - per raggiungere la località Case dei Buoi (m. 786) dove il sentiero degrada verso il corso fluviale e, attraversandolo due volte, arriva alle Porte di Fonno.
Dal vecchio rudere della Forestale il sentiero sale verso la Piana del Voltigno e, passando vicino alla Fonte S.Tommaso (m. 1315), giunge in località Vado di Focina (m. 1383), luogo con un belvedere sulla Piana.
A questo punto prosegue per Fonte Cornacchia, passando per il lato destro del Voltigno, costeggiando il Lago Sfondo (m. 1361).
Continuando verso sinistra attraversa una dolina - la più grande dell'intero ambiente carsico circostante - punto più basso della Piana dove defluiscono tutte le acque. Qui il sentiero continua in leggera salita fino a Fonte Aciprano (m. 1452) da dove si scorge il Rifugio "Le Pagliare", gestito anch'esso dal C.A.I. di Penne. Il percorso raggiunge in breve Pietraflora (m. 1638), località amena con vista sulla Piana, da dove poi ridiscende per un breve tratto lungo la sterrata che sale da Villa S. Lucia. All'altezza di un gran masso posto sulla sinistra della strada, si snoda di nuovo verso sinistra per passare sotto ad un grosso faggio con area attrezzata, da dove si può vedere già la cima del Monte Cappucciata (m. 1802), sulla cui sommità giunge per proseguire poi in discesa verso Cannatina (m. 1500), luogo in cui l'itinerario si conclude, o parte se si vuole percorrerlo in senso inverso.

Intersezionale con la Sezione CAI di Latina

Lunedì 2 Giugno

Traversata Altopiano del Voltigno-Campo Imperatore, con il seguente itinerario: da Cima delle Scalate 1313m verso vado di Focina 1383m al Rifugio Ricotta 1515m attraverso Valle Caterina

Ritrovo: ore 8:00 presso l'area di sosta in località Cima delle Scalate 1313m

Difficoltà: E

Dislivello in salita: 250m

Dislivello in discesa: 100m

Sviluppo planare: 7.5 km

Durata: 4 h circa (soste escluse)

Maggiori informazioni a questo link e presso la Sezione CAI di Penne, Sabato dalle 18:00 alle 20:00

Kalymnos

Il racconto fotografico dell'avventura di alcuni soci nel paradiso greco dell'arrampicata Kalymnos!!!

Sabato 25 alle 19:30 presso la Sezione

A seguire cena con contributo di 5€ (importante prenotarsi!!!)

Per info e adesioni: Pio 340 5652850

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Giro del Corno Piccolo - Domenica 20 Luglio

Ritrovo alle ore 8:00 alla base della cabinovia di Prati di Tivo
Attrezzatura obbligatoria: casco, imbrago, kit da ferrata, scarponi tecnici, abbigliamento adeguato


PERCORSO STRADALE
Prendere la A24 Autostrada dei Parchi Roma-l'Aquila-Teramo ed uscire presso il casello di S.Gabriele-Colledara. Seguire le indicazioni per Prati di Tivo (45 min.) dove,una volta arrivati (1500mt),si parcheggia nel piazzale per prendere la seggiovia della Madonnina (aperta da Giugno a Settembre e solo nei week-end ad Ottobre).

AVVICINAMENTO
Una volta scesi dalla seggiovia (2000mt), si prende il sentiero alla sinistra della Madonnina in direzione del rifugio Franchetti; dopo 10 minuti di cammino prendere un evidente sentiero che si stacca verso destra in prossimità di un cartello . E' da qui che inizia il Ventricini che, nella parte inziale, percorre tutto il fianco nord del Corno Piccolo su di un facile sentiero con segni rosso-bianchi che ci accompagneranno per tutto il percorso. Procedere per circa 30 minuti sino a raggiungere dei paletti conficcati nell'erba che indicano la direzione da seguire. L'ultimo di questi paletti si trova all'ingresso di una conca nella quale bisogna scendere. Conviene indossare l'imbragatura e tutto l'occorrente a questo punto. Entrati nella conca, seguire i segni che portano all'attacco del sentiero attrezzato che si trova dalla parte opposta della conca stessa (45 min.).

LA FERRATA
La prima parte della ferrata si sviluppa in discesa per superare una paretina rocciosa che scende nel Canale del Tesoro Nascosto.

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La maglia rossa sulla parete nord del Monte Camicia

Quarantotto minuti di omaggio alla Nord del Camicia, la parete più severa del Gran Sasso. E agli alpinisti (molti abruzzesi, qualche marchigiano, pochi laziali e romani) che ne hanno scritto la storia dal 1927 a oggi. Questo è La maglia rossa sulla Nord del Camicia, il film che Fernando Di Fabrizio, alpinista e naturalista di Penne, ha dedicato alla montagna che vede ogni giorno da casa. Alta milleduecento metri, larga tre chilometri, la Nord è la quintessenza dell’Appennino selvaggio. Formata da roccia orribile e mista a erba per i primi due terzi (in alto compaiono placche di calcare solido), si affaccia sulle dolci colline di Castelli e offre uno straordinario spettacolo agli escursionisti che la vedono dalla conca del Fondo della Salsa. O che si affacciano sull’abisso dall’alto, allontanandosi per pochi metri dal sentiero che sale ai 2564 metri della cima.

La prima salita della Nord, nell’estate del 1934, è stata un grande exploit dell’alpinismo abruzzese. I suoi protagonisti, Bruno Marsilii e Antonio Panza, Aquilotti di Pietracamela, restarono un giorno e mezzo in parete, superando passaggi fino al quinto grado. Ma al ritorno non furono creduti. Un anno dopo tornarono, aprendo una variante della via. E lasciarono, come segno del loro passaggio, una maglia rossa ancorata a un chiodo, nel cuore della muraglia. Da allora, la via Marsilii-Panza è stata ripetuta una ventina di volte, da parte di cordate che alla fine sono uscite per molte vie diverse.

L’ultimo grande exploit risale al 2008, quando Andrea Di Donato, stella nascente dell’alpinismo abruzzese, ha compiuto la prima solitaria invernale in sole cinque ore e mezzo. L’ascensione più drammatica, però, è stata la prima invernale, tentata nel dicembre del 1974 dagli aquilani Domenico (“Mimì”) Alessandri, Carlo Leone e Piergiorgio De Paulis. Alla fine, dopo quattro giorni, il solo Alessandri raggiunse la vetta. Carlo Leone, ferito, venne recuperato da un elicottero in parete. Mentre Piergiorgio De Paulis, vent’anni, fu ritrovato cadavere ai piedi della grande muraglia. Nel film, parlano della parete quattro personaggi dell’alpinismo sul Gran Sasso. Andrea Di Donato, che a Castelli è cresciuto, racconta il suo rapporto con il Camicia e lo stile scanzonato della prima invernale.

Roberto Iannilli, di Ladispoli, narra l’apertura di Vacanze romane, l’unica via oltre alla Marsilii-Panza a salire la parete dalla base alla cima. La guida Lino D’Angelo, 92 anni, racconta del suo rapporto con la Nord e del suo drammatico tentativo invernale del 1967. E’ Mimì Alessandri, che a 81 anni è tuttora in attività sulla roccia e sugli sci, a raccontare la tragedia del 1974. A due terzi della parete, mentre la cordata si preparava al bivacco su una crestina di neve, Piergiorgio De Paulis è volato nel vuoto mentre nessuno gli stava facendo sicura. Dopo quaranta metri di volo, ha trascinato nell’abisso Carlo Leone. Quando anche l’altra corda è entrata in tensione, Alessandri, che era dall’altra parte della cresta, è stato trascinato dalla corda e ha trattenuto come un corpo morto gli altri due.

“Sentivo la voce di Carlo, non potevo fare nulla per aiutarli, aspettavo di essere trascinato anch’io nel vuoto” racconta nel film, con voce serena. “Poi il carico sulla corda si è allentato, ho potuto respirare, ho iniziato a recuperare la corda. Carlo è arrivato singhiozzando sulla cresta, è stramazzato, mi ha detto «Piergiorgio era morto, ho dovuto tagliare la corda». Ho risposto «hai fatto bene, altrimenti saremmo rimasti qui tutti e tre»”. Da allora la tragedia della Nord ha fatto discutere gli alpinisti, ed è finita più volte in tribunale.

Tre anni fa, Alessandri mi aveva detto le stesse parole, che ho inserito nei miei Giorni della grande pietra, un libro dedicato all’alpinismo sul Gran Sasso. Ma il cinema, in questo caso, è mille volte più efficace dello scritto. Oltre alle parole in sé, sono lo sguardo e la voce, tristi ma sereni, di Alessandri a far accettare una fine che resta straordinariamente dolorosa. Al tramonto del 26 dicembre, ogni anno, escursionisti e alpinisti raggiungono la base della Nord per commemorare in silenzio e con delle fiaccole accese Piergiorgio. La maglia rossa sulla Nord del Camicia è stato proposto in serate nelle città dell’Italia centrale. Il dvd può essere richiesto al produttore, la cooperativa COGECSTRE di Penne (www.cogecstre.com). Le immagini, eleganti e curate, sono di Alessandro Di Federico.

(autore: Stefano Ardito)

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