STEFANO ARDITO
STORIA DELL'ALPINISMO IN ABRUZZO  Il Corno Piccolo e il Corno Grande, i pilastri dell’Intermèsoli e il Sirente, le Nord della Cima delle Murelle e del Camicia. Le grandi montagne, con le loro pareti e le loro creste, sono tra i più bei monumenti naturali dell’Abruzzo. E sono uno spazio d’avventura, dove generazioni di alpinisti hanno scritto una storia avvincente. Il libro di Stefano Ardito racconta le esplorazioni e gli exploit degli alpinisti dell’Abruzzo e delle regioni vicine, a volte affiancati da nomi famosi del Nord, sulle pareti di roccia, le cascate di ghiaccio e i canaloni di neve di questa regione straordinaria.

Una storia che inizia con l’ascensione al “Corno Monte” compiuta da Francesco De Marchi nel 1573.

L’alpinismo non è solo esplorazione geografica, ma anche intuizione, coraggio, decisione, paura. Nel libro sfilano le realizzazioni
e i sogni, le rivalità e le amicizie, le vittorie e le sconfitte, le tragedie. L’autore accompagna gli alpinisti nei passaggi superati e in quelli che li hanno costretti a rinunciare. Una storia scritta su vette e pareti, ma che ha al centro gli uomini e le donne che le hanno desiderate ed esplorate.

Con il Patrocinio di: Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise; Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga; Parco Nazionale della Majella; Parco Naturale Regionale Sirente Velino; CAI Abruzzo; CAI Lazio; CAI Marche.



Stefano Ardito, nato a Roma, è una delle firme più note del giornalismo di montagna e di viaggi italiano. I suoi reportage e le sue interviste sono stati pubblicati da Airone, Repubblica, Il Venerdì, Alp, Meridiani, Qui Touring, la Rivista della Montagna e Specchio, settimanale de La Stampa. Oggi scrive per Il Messaggero, Meridiani Montagne e Plein Air. Il pubblico di Rai Tre lo conosce grazie ai suoi documentari trasmessi nel programma quotidiano Geo&Geo. Tra i suoi ultimi libri 101 storie di montagna che nessuno ti ha mai raccontato (Newton Compton, 2012), Mustang-Himalaya che cambia (Alpinestudio, 2013) e La grande avventura (Corbaccio, 2013).

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